Siccità ed alluvioni

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Un campo di terra arido dove si vede che non piove da molto tempo con una piantagione secca

La  stagione  estiva  del  2026  volge  al  termine  e  ci  lascia  il  ricordo  di  una  lunga  serie  di  giornate  afose,  con  temperature  dell’aria  ampiamente  superiori  ai  30 °C,  con  assenza  pressoché  totale  di  precipitazioni,  un  cielo  quasi mai nuvoloso  e  con  sole  bruciante.

Nel  passato  sia  prossimo,  sia  più  remoto,  non  si  ricorda  un  clima  così  torrido  e  così  persistente  anzi  si  nota  una  chiara  tendenza  alla  variazione  climatica  con  accentuazione  degli  inconvenienti  legati  al  caldo.

L’agricoltura  soffre  la  riduzione  della  disponibilità  di  acqua  irrigua  soprattutto  in  quelle  zone,  nella  nostra  regione,  in  cui  l’alimentazione  degli  impianti  irrigui  avviene  tramite  prelievo  dai  corsi  d’acqua  a  carattere  torrentizio.  Casi  emblematici  sono  la vallata  del  Foro,  del  Tavo ,  del  Fino,  del  Dendalo,  del  Fucino  i  cui  deflussi  fluviali  si  sono  praticamente  azzerati  ponendo  in  seria  difficoltà  la  flora  e  la  fauna  spontanee  degli argini  e  dell’alveo.

Questa  Associazione  Regionale  di  Utenti  e  Consumatori  mette  in  evidenza  tale  situazione  e  segnala,  purtroppo,  che  aldilà  di  dichiarazioni  di  facciata  e  di  convenienza  da  parte  di  politici  ed  Enti  che  hanno  competenza  al  riguardo,  non  si  intravedono  concrete  iniziative.  Eppure  studiosi  e  tecnici  competenti  da  tempo  evidenziano  che  la  siccità  ed  i  relativi  inconvenienti  sono destinati  a  permanere  e  forse  ad  accentuarsi  in  quanto  sono  legati  a  variazioni  metereologiche  globali  e  ad  attività  umane  che  non  si  riesce  a  modificare  in  tempi  brevi  in  quanto  interessano  tutto  il  pianeta.

Non  è  accettabile  un  atteggiamento  eventualmente  rinunciatario  e  fatalista  né   da parte  della popolazione né da parte delle istituzioni pubbliche che hanno competenza in questo settore; non si può rinunciare ad una prospettiva più serena e realmente perseguibile tramite la realizzazione di opere che consentano di far fronte alla carenza di acqua nei periodi di siccità.

Approfondimenti effettuati da studiosi della materia ed anche dai servizi pubblici  preposti, evidenziano che le precipitazioni annue sui nostri territori non sono diminuite ma tendono a verificarsi in un numero minore di giornate e tendono pertanto ad essere più intense.

Se sono confermate queste valutazioni occorre programmare e realizzare, in tempi brevi, opere di accumulo delle acque fluenti sugli alvei naturali quali dighe,  traverse per trattenere le piene e creare la disponibilità di acqua nei periodi di siccità.

Si tratta certamente di opere costose ed impegnative che richiedono la individuazione di siti idonei per creare gli invasi cioè geologicamente adeguati, sufficientemente impermeabili, di dimensioni adeguate ai bisogni ed ai costi, stabili  durante gli invasi e gli svasi anche rapidi, rispondenti alle stringenti normative sulla sicurezza soggette a continui perfezionamenti ed aggiornamenti.

Ci è stata segnala, a tal proposito, la diga di Bisenti sul fiume Fino già finanziata ed appaltata ma purtroppo non più realizzata a seguito dello scioglimento, per legge, della Cassa per il Mezzogiorno che l’aveva finanziata. Il progetto è stato approvato da tutti gli enti preposti fino al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed è quindi un’opera utile e tecnicamente valida. Andrebbe aggiornato alle nuove normative sulle dighe e sulle costruzioni, a quelle ambientali ed andrebbero rivalutati gli studi idrologici e le aree da servire e la interconnessione alle ulteriori opere nel frattempo realizzate sul territorio.

L’invaso, con il suo potere di contenimento e di laminazione delle piene, assicurerebbe la difesa dalle inondazioni  dei terreni di valle fino alla foce del fiume Saline a Montesilvano.

Gli uffici preposti, attivati dalle Istituzioni, dovrebbero censire le iniziative progettuali in corso e creare un parco di progetti esecutivi, appaltabili,  per opere di contenimento delle piene e di accumulo delle acque per usi plurimi.

Infatti l’esigenza di tali opere è diffusa sui nostri territori e molte iniziative sono già in corso ed attendono  l’input  per  essere  perfezionate  e  concretizzate.

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