E’ stato pubblicato il XXI Rapporto di Cittadinanzattiva sul Servizio Idrico Integrato. Il Rapporto, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, è realizzato nell’ambito del progetto “Vita da Generazione SpreK.O.” finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della legge 388/2000 art.5 e del D.M. 31/07/24 art.9. L’Osservatorio nasce nel 2004 con finanziamento dell’attuale MIMIT e rappresenta uno strumento stabile di monitoraggio sul costo e sulla qualità dei servizi pubblici locali. Lo studio ha ipotizzato un consumo medio per una famiglia tipo composta da tre persone di 182 mc per anno e cioè di 500 litri al giorno (forse tale consumo medio è sotto stimato e potrebbe essere verosimilmente adeguato a 700 litri al giorno) ed ha desunto quindi una spesa media per la famiglia abruzzese di 533 € ad anno con un aumento del 10,7 % rispetto al 2024. A livello nazionale la spesa media è risultata di 528 €/anno con un aumento del 5,4 % rispetto al 2024. Per i singoli capoluoghi di provincia abruzzesi il costo medio nel 2025 e l’aumento rispetto al 2024 sono stati valutati come segue:
| Spesa 2025 | Variazione rispetto al 2024 | |
|---|---|---|
| Chieti | 506 € | + 9,7 % |
| L’Aquila | 642 € | + 11,8 % |
| Pescara | 506 € | + 9,7 % |
| Teramo | 479 € | + 10,7 % |
In base agli ultimi dati ISTAT disponibili per l’anno 2022 la dispersione idrica media cioè la percentuale di acqua non erogata rispetto a quella immessa nelle tubazioni su tutto il territorio italiano è stata del 42,4% mentre sul territorio abruzzese è stata del 55,5 % con notevoli variazioni tra i singoli capoluoghi di provincia e cioè:
Perdita idrica comunale nell’anno 2022
| Chieti | 70,4 % |
| L’Aquila | 68,9 % |
| Pescara | 54,8 % |
| Teramo | 27,9 % |
Il Rapporto ha valutato anche l’efficienza del servizio in base al giudizio espresso dai cittadini sulla qualità del servizio, sul grado di soddisfazione, sui disservizi. Per la valutazione dei livelli di soddisfazione gli indicatori adottati da ISTAT sono: assenza di interruzione della fornitura, livello di pressione dell’acqua nella rete, odore sapore limpidezza dell’acqua, frequenza di lettura dei contatori, frequenza della fatturazione, comprensibilità delle bollette. Interessanti sono le valutazioni della qualità dell’acqua. Globalmente in Italia circa una famiglia su quattro non è per niente soddisfatta soprattutto a sud e nelle isole dove il 49,5 % non si fida dell’acqua del rubinetto a fronte di una media nazionale del 29%. Ciò spiega perché gli Italiani siano i primi consumatori di acqua in bottiglia con una media annua di 208 litri a testa e i secondi nel mondo dopo il Messico (244 litri a testa). In Abruzzo la percentuale di famiglie poco o per niente soddisfatta del Servizio Idrico Integrato per tipologia di indicatori è risultata la seguente:
| Assenza di interruzione della fornitura | 21,3 % |
| Livello di pressione in rete | 18,3 % |
| Odore, sapore, limpidezza dell’acqua | 26,3 % |
| Frequenza di lettura dei contatori | 30,2 % |
| Frequenza della fatturazione | 26,3 % |
| Comprensibilità delle bollette | 40,0 % |
L’evoluzione positiva nel tempo della qualità del Servizio Idrico non può essere credibile se non si traduce in miglioramenti percepibili cioè meno interruzioni nell’erogazione dell’acqua, tempi di risposta più rapidi, comunicazioni chiare, bollette comprensibili. I cittadini possono condividere ed accettare investimenti e cambiamenti tariffari solo se comprendono gli obiettivi e i risultati e se vedono un miglioramento reale nel proprio territorio.






