Tumore al seno e all’utero. L’Ospedale G. Bernabeo di Ortona primo per interventi

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Il portale Dove e Come Mi Curo ha pubblicato le classifiche regionali degli ospedali italiani più performanti per volume di interventi per tumore al seno, tumore all’utero e isterectomia

Sono tra le neoplasie più diffuse tra le donne: il cancro al seno ne colpisce 1 su 8, mentre quello all’utero, e in particolare all’endometrio – il tessuto più superficiale nel corpo dell’utero – conta circa 8000 nuove diagnosi ogni anno ed è il più frequente carcinoma ginecologico dopo quello alla mammella.
Di questi tumori, però, si muore sempre meno.
Merito delle campagne di prevenzione e dei progressi fatti nelle diagnosi e nelle cure.
Doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un approfondimento con le classifiche regionali degli ospedali italiani più performanti per volume di interventi per tumore al seno, tumore all’utero e isterectomia (basate sui dati aggiornati del Programma Nazionale Esiti 2017).
In Abruzzo, al primo posto, per numero di operazioni per tumore al seno e per tumore all’utero, si posiziona il presidio ospedaliero G. Bernabeo di Ortona, mentre per quanto riguarda l’isterectomia è l’ospedale San Salvatore dell’Aquila a guidare la classifica.
Di seguito la classifica completa in Abruzzo:

INTERVENTI CHIRURGICI PER TUMORE MALIGNO ALL’UTERO
Le strutture pubbliche o private accreditate che hanno effettuato questo tipo di intervento sono 11.
Le strutture che effettuano un maggior numero di interventi sono:
Presidio Ospedaliero G. Bernabeo di Ortona (n° interventi: 63)
Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti (n° interventi: 33)
Presidio Ospedaliero Avezzano Santi Filippo e Nicola di Avezzano (n° interventi: 32)
Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara (n° interventi: 28)
Casa di Cura Pierangeli di Pescara (n° interventi: 25)

Il 25,2% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni, in particolare il 15,6% al Policlinico Gemelli di Roma.
Il 74,8% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 14,1% di interventi eseguiti su non residenti.
INTERVENTI CHIRURGICI PER ISTERECTOMIA
Le strutture pubbliche o private accreditate che hanno effettuato questo tipo di intervento sono 14.
Le strutture che effettuano un maggior numero di interventi sono:
Ospedale San Salvatore dell’Aquila (n° interventi: 201)
Casa di Cura Pierangeli di Pescara (n° interventi: 163)
Presidio Ospedaliero G. Bernabeo di Ortona (n° interventi: 143)
Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara (n° interventi: 135)
Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti (n° interventi: 115)

Il 18% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 82% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 12,8% di interventi eseguiti su non residenti.
INTERVENTI CHIRURGICI PER TUMORE MALIGNO ALLA MAMMELLA
Le strutture pubbliche o private accreditate che hanno effettuato questo tipo di intervento sono 11.
Le strutture che effettuano un maggior numero di interventi e rispettano il valore di riferimento fissato a 150 interventi annui sono:
Presidio Ospedaliero G. Bernabeo di Ortona (n° interventi: 548)
Ospedale San Salvatore dell’Aquila (n° interventi: 274)
I valori di riferimento sono rispettati dal 18% delle strutture valutabili.
L’ 11,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 88,2% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 7% di interventi eseguiti su non residenti.
Fonte dati: PNE 2017

“Per quanto riguarda il cancro al seno, le donne vengono chiamate a sottoporsi a mammografia a partire dai 50 anni. La raccomandazione, però, è di anticipare l’appuntamento su base volontaria. Le donne con un rischio normale di sviluppare il tumore al seno dovrebbero sottoporsi alla prima ecografia della mammella a 35 anni e ripetere l’esame una volta l’anno. Dai 40, inoltre, dovrebbero associare anche la mammografia. Quante invece sono considerate a rischio, ad esempio per la storia famigliare, dovrebbero fare la prima ecografia a 25-30 anni e ripeterla ogni sei mesi”
spiega Paolo Veronesi, direttore della Divisione di Senologia Chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia.

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