L’ACQUA DELLA MAIELLA distribuita sul territorio comunale di Chieti. Qualità e caratteristiche.

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Inodore, incolore, insapore e senza forma propria. Ecco l’acqua! Definita così sembra che sia la sostanza più banale sulla Terra, invece essa oltre ad essere l’alimento non energetico indispensabile per la vita dell’uomo è anche il solvente nel quale avvengono le reazioni del nostro metabolismo. L’acqua è la nostra prima medicina e per rispondere a tale requisito dovrebbe avere un pH leggermente basico, vicino alla neutralità, un residuo fisso intorno ai 150mg/l, un contenuto equilibrato di sali minerali, e dovrebbe essere priva di sostanze indesiderabili, senza aggiunta di anidride carbonica e batteriologicamente pura.
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L’ACQUA NOSTRA
“Tales sunt aquae qualis terra per quam fluunt”. Plinio il Vecchio, vissuto nel primo secolo d.C. riteneva che nell’acqua ci fosse l’impronta del terreno che attraversa. Ciò è sicuramente vero, ma questa affermazione nel terzo millennio è valida solo parzialmente. Negli ultimi anni infatti si è manifestato il pericoloso fenomeno delle piogge acide, a causa del diffuso inquinamento atmosferico provocato dalle attività antropiche. I cieli delle nazioni industrializzate sono saturi di acidi e polveri sottili ,sospese come cappe che avvelenano l’aria che noi respiriamo. L’acqua, il miglior solvente dell’universo, è in grado di sciogliere sia la pietra sia le sostanze gassose nocive presenti nell’atmosfera. In base a queste considerazioni l’affermazione di Plinio il Vecchio può essere così attualizzato: nell’acqua c’è l’impronta del terreno e dell’atmosfera che attraversa.
Per quanto riguarda il nostro territorio le nuvole sature di vapor acqueo attraversano ampie zone ricche di boschi in cui le attività industriali inquinanti sono scarse o nulle, e raffreddandosi, a causa delle vette elevate del massiccio della Maiella, portano abbondanti precipitazioni di acqua pura quasi distillata. In un articolo di un noto settimanale italiano l’acqua d’Abruzzo veniva definita come la migliore d’Italia, perchè originata da montagne con caratteristiche carsiche . L’acqua meteorica una volta raggiunta la superficie si infiltra nel terreno dove si arricchisce di preziosi sali minerali presenti nelle antichissime rocce, contenenti prevalentemente carbonato di calcio e di magnesio, e forma le numerose sorgenti che costituiscono serbatoi naturali con composizione chimica, biologica e temperatura ottimali dal punto di vista della potabilità.

CARATTERISTICHE CHIMICHE E BATTERIOLOGICHE DI DUE CAMPIONI ANALIZZATI

A) Residuo fisso Indica il contenuto complessivo di sali minerali nell’acqua. Viene calcolato sempre a 180 °C (valore corrispondente alla parte solida che rimane dopo aver evaporato alla temperatura di 180 °C, un litro d’acqua). Le acque minerali vengono distinte in quattro categorie:
• acque minimamente mineralizzate (con residuo fisso minore a 50 mg/l)
• acque oligominerali (tra 50 e 500 mg/l)
• acque minerali (tra 500 e 1500 mg/l)
• acque ricche in sali minerali (oltre 1500 mg/l)
I campioni di acqua analizzati, i dati riportati in questo articolo si riferiscono alle analisi effettuate sul territorio comunale di Chieti, hanno un contenuto salino compreso tra 50 e 500 mg/l e rientrano nelle categoria delle acque “oligominerali”. Questa acqua è adatta agli sportivi , il consumo di un’acqua contente bicarbonato e con una buona concentrazione di calcio e magnesio, rispettivamente mg 61,9 e mg 14,8, è adatto sia per reintegrare la perdita di liquidi e di sali dovuta alla sudorazione sia per favorire l’eliminazione delle scorie azotate sia per neutralizzare l’acido lattico che si forma in seguito ad intensa attività fisica. Il minimo tenore di nitrati la rende particolarmente adatta per l’alimentazione dei neonati. La concentrazione dei solfati, molto bassa, e un buon tenore di bicarbonato sono caratteristiche ottime per la preparazione del latte vaccino. L’esperienza biologica e quella clinica hanno dimostrato che le acque contenenti il bicarbonato di calcio sono le più adatte per la diluizione del latte di mucca nell’allattamento artificiale. Il coagulo ottenuto da latte diluito con acqua bicarbonato-calcica è costituito da cellette piccole e regolari e sono facilmente aggredibili dai succhi gastrici e quindi più facilmente digeribili.

B) La durezza, espressa in gradi francesi è legata alla presenza di sali di calcio e di magnesio. Il valore della durezza dell’acqua analizzata, pari a 17,5 °F è ottimale, il valore guida riportato nel DPR 236/98 va da 15 a 50°F. Si ricorda che per valore guida si intende l’obiettivo al quale deve tendere l’acqua per essere di ottima qualità. Molti ritengono che l’acqua dura sia dannosa per il nostro organismo, ciò non è affatto vero, come conferma un articolo pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità. Da recenti ricerche è risultato che dove viene distribuita un’acqua con caratteristiche di durezza ( dovuti alla presenza di calcio e magnesio ) anche più dura dell’acqua analizzata, diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari:
I primi studi che dimostrano una correlazione inversa tra contenuto in sali delle acque e malattie cardiovascolari risalgono agli anni ’50. Negli anni si sono susseguiti centinaia di ricerche che hanno confermato tali dati, ascrivendo l’effetto protettivo soprattutto al magnesio, ma non escludendo un’eventuale influenza di altri fattori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente pubblicato la monografia “Nutrients in Drinking water”, con lo scopo di accertare la relazione tra calcio, magnesio e altri elementi in traccia sulle patologie cardiocircolatorie. Nelle conclusioni, emerge l’importanza del ruolo dell’acqua potabile nell’apporto di nutrienti minerali, e l’effetto benefico sul cuore del consumo di acque dure. Su tali basi, l’OMS raccomanda l’emissione di linee-guida per la desalinizzazione delle acque destinate al consumo umano, l’arricchimento in sali di calcio e magnesio delle acque demineralizzate e la corretta informazione ai consumatori.
Altro fattore positivo è costituito dal basso valore dell’azoto nitrico, inferiore a 3 mg/l. L’importanza della bassa concentrazione di questa sostanza “indesiderabile” si evince da quanto previsto dall’ Organizzazione Mondiale per la salute (WHO o OMS): il suo valore nelle acque, perché queste possano essere definite potabili, non deve superare i 50 mg/l, mentre le acque minerali possono riportare sulla etichetta la scritta “indicata per l’alimentazione dei neonati“ solo se il tenore dell’azoto nitrico è inferiore a 10 mg/l.
C) La presenza dei nitrati è il chiaro risultato di un inquinamento antropico. L’effetto che questo composto ha sull’organismo è estremamente negativo per due motivi: in primo luogo causa l’ossidazione del ferro, trasformando l’emoglobina in metaemoglobina e riducendo così la quantità di ossigeno trasportato fino alle cellule periferiche; in secondo luogo, i nitrati ridotti a nitriti reagiscono con le ammine formando le nitrosammine, composti riconosciuti come cancerogeni.
Il bassissimo valore del composto (di molto inferiore al limite minimo previsto dall’ OMS per le acque adatte ai neonati), insieme a tutte le altre caratteristiche, fa ritenere l’ acqua analizzata sicuramente potabile e qualitativamente eccellente.

GIUDIZIO SULLA QUALITA’ DELL’ACQUA
Dall’esame dei dati ottenuti dalle analisi dei campioni di acqua prelevati , i valori del cloro residuo sono risultati molto bassi. Per le acque potabili la normativa prevede al punto di consegna un valore massimo di 0,2 mg/l di cloro. La bassa concentrazione nei due campioni, collegata al risultato negativo del test microbiologico, è indiscutibilmente indice di somiglianza con le acque minerali classificate come oligominerali.
La durezza espressa in gradi francesi è di 17,5°F; il valore guida consigliato nel DPR 236/98 va da 15 a 50°F. I valori della conducibilità, inferiori a 250 micro S/cm, sono perfettamente compatibili con il valore guida (400 microS/cm) previsto dal DPR 236/98, e al di sotto del valore massimo di 2.500 previsto dal D. Lgs 31/01 di riferimento.
Altro fattore positivo è costituito dai bassi valori dell’azoto nitrico, in entrambi i casi inferiori a 2,2 mg/l. Il suo valore nelle acque, perché queste possano essere definite potabili, non deve superare i 50 mg/l, mentre nelle acque potabili qualitativamente ottime il suo valore deve essere inferiore a 5 mg/l.
La normativa attuale non prevede, per il calcio e magnesio , dei valori limiti proprio per il fatto che questi due elementi sono molto importanti per il nostro organismo e il contenuto nelle acque non supera mai il limite di tossicità. Un organismo sano è in grado di tollerare , senza alcuna conseguenza, apporti fino a 2.500 mg al giorno di calcio.
Particolare attenzione va rivolta alla presenza di metalli pesanti quali cadmio, piombo, mercurio, rame, zinco, ferro e manganese, tutti al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente in materia.
Le sostanze organiche (antiparassitari totali, benzo(a)pirene, benzene e idrocarburi policiclici aromatici) sono presenti in concentrazioni bassissime, la loro presenza, in sorgenti oltre le quali non ci sono attività industriali o agricole, è dovuta esclusivamente a fattori ambientali naturali.
Ancora, i trialometani totali (dati dalla somma di triclorometano, tribromometano e dibromoclorometano) sono presenti in concentrazioni bassissime, meno di 10 microgrammi per litro, ben al di sotto dei 30 microgrammi per litro stabilito dal limite di legge. La presenza di altri composti come il tetracloroetilene e tricloroetilene è addirittura insignificante. In conclusione l’acqua analizzata ha caratteristiche eccellenti, rientra nella categoria delle acque oligominerali, con basso tenore di nitrati, povera di sodio e priva di sostanze tossiche e indesiderabili.

Dott. Lorenzo Cinquino

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