CHI LA DURA LA VINCE (ticket accessi al Pronto soccorso)

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Ho provveduto in più occasioni a contestare per conto di utenti la debenza del ticket per accessi presso il Pronto Soccorso ed in particolare quelli richiesti su accessi avvenuti a mezzo del 118. L’Azienda Sanitaria Locale n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti per la maggior parte non ha risposto né attivato il recupero, per pochi casi vi è stata una breve corrispondenza mentre per un caso particolare vi è stata una lunga trattativa sfociata nella rinuncia alla richiesta del ticket da parte dell’Azienda Sanitaria Locale n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti.

I fatti:

La paziente veniva dimessa dal reparto di patologia chirurgica dell’ospedale di Chieti nel maggio 2017 con previsione di visita di controllo a 7 giorni. Dopo 4 giorni la paziente veniva colta da fortissimi dolori tanto da essere costretta a chiamare il 118 che la conduceva presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Chieti dove le veniva assegnato il codice “giallo”. La paziente veniva sottoposta a visita specialistica chirurgica, medicata, dimessa ed inviata al medico curante. Nell’occasione il medico del pronto soccorso le comunicava l’obbligo di corrispondere il ticket. La paziente contestava subito la debenza del ticket ricevendo prima una risposta interlocutoria e successivamente quella definitiva che confermava l’obbligatorietà del pagamento del ticket.  A questo punto la paziente si rivolge al sottoscritto che provvedeva a contestare all’Azienda Sanitaria Locale n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti l’obbligo del pagamento del ticket rilevando che l’utente non è un medico e non è in grado di valutare la propria situazione fisica con riferimento all’esistenza o meno di problemi gravi comportanti l’alterazione di una delle tre grandi funzioni vitali (respiratoria, cardiocircolatoria, coscienza) valutazione che, invece, deve essere effettuata dall’addetto al triage che deve essere fornito di adeguata qualificazione per la determinazione del codice sia per evitare di intasare il pronto soccorso ed evitare una lunga attesa a coloro che non si trovano in situazione di urgenza sia per invitare i soggetti in evidente situazione di “non urgenza e/o urgenza differibile” a recarsi presso il proprio medico di famiglia. Nel caso in esame alla paziente, in preda a fortissimi dolori con rialzo termico e stato di affanno,  è stato assegnato il codice “giallo” che esclude il pagamento del ticket. Non solo ma la visita specialistica chirurgica confermava l’esistenza della “raccolta ascessualizzata in sede di pregressa colestomia sn” con contestuale disinfezione della ferita e rinviava ogni intervento alla visita di controllo  preventivata da li a due giorni.

A seguito della nota veniva attivata un nuovo riesame della questione con l’interessamento dei vari reparti coinvolti nella questione.

Passava del tempo e solo a seguito di ripetuti solleciti l’Azienda Sanitaria Locale n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti con nota del 31 gennaio 2018, dopo aver ricevuto assenso in tale senso dai vari reparti interessati ed in particolare dal dirigente del reparto di patologia chirurgica, ha comunicato la propria decisione di “desistere dalla richiesta del pagamento ticket”.

Quanto sopra per segnalare come la pretesa del rispetto delle regole prescinda dalla somma da corrispondere costituendo una legittima attuazione di quella giustizia sociale che spesso viene posta in secondo piano e come il far valere propri diritti renda il cittadino comune un cittadinoattivo.

Si invitano, pertanto, i cittadini a segnalare fatti che potenzialmente violino i diritti degli utenti.

Avv. Antonio S. Scampoli

(Presidente Regionale Cittadinanzattiva)

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