Diffusione del CORONAVIRUS in Europa – Facciamo chiarezza

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Diffusione del CoronaVirus in Europa – Facciamo chiarezza

Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista medica americana New England Journal of Medicine, diffusa in tutto il mondo scientifico, è stata pubblicata la segnalazione effettuata dalla professoressa Camilla Rothe dell’Ospedale Universitario di Monaco. Il titolo della segnalazione è : “Trasmissione della infezione da 2019-nCoV da un paziente asintomatico in Germania”. La ricchezza di particolari sia di carattere medico sia di carattere temporale rendono importante il contenuto dell’informazione per cui si è ritenuto utile tradurla in Italiana e pubblicarla sul nostro sito. Segue il testo.

 “Trasmissione della infezione da 2019-nCoV da un paziente asintomatico in Germania”

Il nuovo coronavirus da Wuhan sta provocando grave preoccupazione nella comunità medica a causa della sua diffusione nel mondo. Dalla identificazione del virus nel tardo dicembre 2019, il numero delle infezioni che dalla Cina sono state trasferite in altri paesi è in aumento e la situazione epidemiologica sta cambiando giornalmente. Riferiamo un caso di infezione da 2019-nCoV sviluppatasi fuori dall’Asia nella quale la trasmissione sembra essersi verificata durante il periodo di incubazione nel paziente di riferimento (paziente 0). Un trentatreenne uomo di affari tedesco (paziente 1), in buono stato di salute, ha riferito dolore alla gola, sindrome da raffreddamento e mialgia il 24 gennaio 2020. Il giorno seguente si è sviluppata una febbre di 39,1° con tosse produttiva. Dal pomeriggio del giorno successivo ha cominciato a stare meglio ed il 27 gennaio è tornato al lavoro. Prima della comparsa dei sintomi aveva tenuto degli incontri con una partner cinese della propria azienda, vicino a Monaco il 20 ed il 21 gennaio. Il partner cinese residente a Shangai era stata in Germania tra il 19 e il 22 gennaio. Durante la sua permanenza era in apparente buona salute con nessun segno o sintomo di infezione ma si era sentita male durante il volo di ritorno in Cina dove è risultata poi positiva per il 2019-nCoV il 26 gennaio. Il 27 gennaio ha informato l’azienda sulla sua malattia.
E’ iniziata, allora, la ricerca dei contatti avuti e il collega tedesco sopra riferito è stato inviato alla Divisione delle Malattie Infettive e Tropicali di Monaco per accertamenti. Al momento del ricovero era senza febbre e stava bene. Ha riferito di non avere nessuna malattia né precedente né cronica e di non avere effettuato nessun viaggio all’estero nei 14 giorni precedenti la comparsa dei sintomi. Due tamponi naso faringei ed un campione di saliva sono stati esaminati e sono risultati positivi al 2019-nCoV alla prova della PCR sulla trascrittasi inversa (qRT-PCR). Il follow-up della qRT-PCR ha evidenziato un’ elevata carica virale pari a 100.000.000 di campioni per millilitro di saliva durante i giorni successivi con l’ultimo risultato disponibile il 29 gennaio.
Il 28 gennaio tre ulteriori dipendenti dell’azienda sono risultati positivi al 2019-nCoV (pazienti 2-3-4).Tra questi pazienti solo il paziente 2 aveva avuto contatti con il paziente 0 (il paziente cinese); gli altri due avevano avuto contatto solo con il paziente 1. D’accordo con le autorità sanitarie tutti i pazienti con infezione documentata del 2019-nCoV sono stati ricoverati nell’Unità Infettiva di Monaco per monitoraggio clinico e isolamento. Così nessuno dei 4 pazienti confermati infetti hanno mostrato sintomi severi. Questo caso di infezione da 2019-nCoV è stato diagnosticato in Germania ed è stato trasmesso fuori dall’Asia. Comunque è rilevante che l’infezione sembrerebbe essere stata trasmessa durante il periodo di incubazione del paziente nel quale la malattia è stata breve e poco specifica.Il fatto che persone asintomatiche sono sorgente potenziale di infezione da 2019-nCoV può giustificare una rivalutazione delle dinamiche della trasmissione dell’infezione.
In questo contesto la presenza di 2019-nCoV ed una alta concentrazione del virus nella saliva in un paziente convalescente (paziente 1) fa aumentare il timore della contagiosità dopo il ricovero. Comunque la certezza del virus 2019-nCoV svelata con qRT-PCR in questo paziente deve essere confermata a mezzo di coltura del virus. Tutti e 4 i pazienti esaminati a Monaco hanno avuto sintomi modesti e sono stati ricoverati essenzialmente per motivi di pubblica sanità. Siccome le disponibilità negli ospedali sono limitate in concomitanza con il concorrente picco della influenza stagionale nell’emisfero settentrionale, è auspicabile una ricerca per determinare se tali pazienti possono essere trattati con accorgimenti e linee guida fuori dall’ospedale.”

A mio avviso l’articolo stimola alcune riflessioni e cioè:
– persone infettate ma in fase di incubazione, e cioè senza sintomi particolari possono infettare altri soggetti alla pari di quelli sintomatici
– forse va riconsiderata l’identità del paziente 0 dell’Europa e la sua nazionalità
– l’infezione può decorrere in modo blando senza eccessivi traumi

Il responsabile di Cittadinanzattiva Lucio Pulini

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